Sgambaro
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La pasta ecosostenibile rispetta i campi
e fa bene agli agricoltori

Il modello agricolo che regna nei nostri campi
permette di produrre cibo sano secondo criteri di

sostenibilità ambientale. E gli agricoltori, uniti in
cooperativa
, raggiungono la capacità organizzativa
per relazionarsi con una grande azienda.

Seme
resistente

Abbiamo scelto varietà
di semi resistenti al clima e
agli agenti patogeni.
Così
migliora la resa e l’agricoltore
guadagna il giusto compenso.

Stefano Ravaglia
Agronomo
Società Italiana Sementi

Ogni anno Stefano e il suo staff
selezionano direttamente in campo
i semi delle varietà più adatte ai terreni da
coltivare. Con loro Sgambaro intrattiene un
rapporto fiduciario da oltre dieci anni.

Una selezione
tutta naturale

Scopri come funziona
la scelta dei semi

Il chicco
giusto

0,0%

Alto standard del contenuto minimo proteico per il grano Sgambaro

Giampaolo Cartigni

Chef ristorante "Philadelphia"
Castello di Godego (TV)

Se il grano ha un alto valore proteico, la pasta avrà un'ottima tenuta di cottura e sarà sempre al dente

Scoprilo con un test
e condividi il risultato
sul tuo profilo

Quante ne sai?

Una rete di agricoltori

Sgambaro usufruisce dei raccolti delle
piccole aziende agricole riunite in strutture cooperative

I vantaggi per
gli agricoltori

Uniti in una struttura
cooperativa, i piccoli agricoltori raggiungono la capacità produttiva per relazionarsi
con una grande azienda
come Sgambaro.

I vantaggi
per tutti

La Cooperativa garantisce gli standard di qualità richiesti da Sgambaro e anche il consumatore ci guadagna: la filiera permette di avere il controllo approfondito di tutte le fasi produttive.

Partecipa anche tu a questo circolo virtuoso!

Condividi la storia della
pasta ecosostenibile

Qual è il vantaggio di un alto valore proteico del grano?

  • Maggiore sostenibilità ambientale
  • Ottima tenuta di cottura della pasta
  • Meno scarti in fase di produzione

Esatto!

Le proteine del grano infatti creano nell’impasto un “reticolo” che rende la pasta più elastica e meno collosa in fase di cottura. Maggiore è la percentuale di proteine nel grano duro, migliore sarà la consistenza.

Fallo sapere in giro

Falso. Ritenta!

Falso. Ritenta!

COME NASCE UN SEME RESISTENTE

Il processo si svolge secondo principi naturali, potenziati dall’intervento dell’ingegno umano.
La prima fase somiglia al lavoro svolto ogni giorno dalle api: consiste nel prelevare manualmente il polline dal fiore del frumento.
Il polline viene quindi usato per fecondare un’altra pianta di varietà diversa. Questo compito viene svolto dai genetisti delle aziende sementiere come la SIS di Bologna. Queste dispongono di una grande “banca dei semi” in modo da creare incroci tra le diverse varietà per ottenere un seme più resistente alle minacce del clima, dei funghi e dei parassiti.

PER CREARE UN NUOVO SEME SERVONO DIVERSE GENERAZIONI

Dall’incrocio delle due varietà nasce un nuovo seme, che viene testato su piccole aree sperimentali (da singole “file-spiga” fino ad aree di circa 10 mq simili ad aiuole). Lo sviluppo delle piante dà indicazioni in merito a capacità di crescita, produttività, resistenza e caratteristiche agronomiche. La coltivazione viene ripetuta per
8-10 generazioni selezionando ogni volta i semi migliori. A quel punto le semenze sono pronte per affrontare i test su grandi appezzamenti.

Campo sperimentale presso Società Italiana Sementi (BO)

DAL TEST ALLA COLTIVAZIONE

Il semi vengono piantati nei campi sperimentali dislocati in diversi territori italiani. L’obiettivo è valutarne la produttività
e la resistenza in situazione reale. La selezione continua anche in questa fase e dopo oltre dieci anni di test il seme che resiste è pronto per la certificazione, perché dotato di tre caratteristiche: è distinguibile da altre varietà, uniforme ad altri semi della stessa varietà, ha caratteristiche genetiche stabili nel tempo.
Dopo la certificazione, la nuova specie è pronta per essere distribuita tra gli agricoltori. In questa fase, chi coltiva i nuovi semi sui propri campi viene affiancato dagli agronomi dell’azienda sementiera.

I VANTAGGI DI UN SEME RESISTENTE

All’inizio del Novecento la produttività di un seme corrispondeva a circa 10 quintali per ettaro.
Oggi questo valore può raggiungere dieci volte tanto: i biologi sono continuamente impegnati nello studio delle caratteristiche dei semi per individuare le varietà più adatte a specifiche condizioni dei terreni e ai mutamenti climatici. Così la coltivazione diventa più sostenibile: la maggiore resistenza al clima e alle patologie limita l’utilizzo di fitofarmaci. Inoltre i semi sono capaci di “respingere” alcune micotossine prodotte da alcuni funghi presenti nei terreni. Infine, il grano che viene raccolto è più prezioso dal punto di vista alimentare: ha giuste quantità di proteine e di glutine per dare ottimi risultati una volta trasformati in prodotti alimentari.

Genetista della Società Italiana Sementi durante un controllo in campo

Come funziona la selezione dei semi

  • PRIMA FASE
  • SECONDA FASE
  • TERZA FASE
  • SEME RESISTENTE